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Piattaforme miur

Piattaforme miur

by Dino Galante -
Number of replies: 16
Ma moodle è "autorizzata" dal miur come piattaforma per elearning? Sembrerebbe di no. 

Anche se in una parte della homepage uno dei link conduce a un progetto moodle sponsorizzato dal ministero (progetto ppps).

 Quindi probabilmente è autorizzata. 

Cosa ne pensate? 

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Re: Piattaforme miur

by Sergio Rabellino -

Non so se sia compito del Ministero dell'Istruzione autorizzare o meno l'uso di software, ma il progetto PP&S nasce da una delle direzioni dell'ex MIUR svariati anni fa per promuovere l'elearning basato sul problem posing and solving e io ne ho curato l'infrastruttura hardware e software che tutt'ora mantengo.

Insomma il PP&S propone elearning a classi di scuole superiori su tutto il territorio nazionale da molto prima dell'attuale emergenza ed in questo frangente ha accreditato e fornisce supporto a circa 3000 studenti che si aggiungono ai 4000 circa che normalmente popolavano la piattaforma a febbraio.

Inoltre Moodle è una realtá consolidata in molti istituti e scuole di ogni ordine e grado, come ben testimoniato anche dai contributi presentati all'ultimo MoodleMoot e ospitati su questo stesso sito e sarei molto stupito se dovesse essere il Ministero ad autorizzare o meno il suo uso.

Non è che ti confondi con il Minculpop smile ?

In reply to Sergio Rabellino

Ri: Re: Piattaforme miur

by Dino Galante -

Anche per me, che utilizzo moodle da una quindicina d'anni, tutto ciò costituisce fonte di stupore. Purtroppo devo rilevare che è proprio questa la piega che sta prendendo forma: si comincia a parlare di piattaforme "autorizzate" e di conseguenza è come se la altre venissero bollate come "non autorizzate". Basta fare una veloce ricerca in rete per avere prime conferme di tutto ciò. (ad esempio, notizia recente, alcuni grandi big della telefonia nazionale fornirebbero gb di traffico illimitati agli studenti che in questo periodo utilizzano per la DaD una delle piattaforme "autorizzate" dal ministero. Così è facile tagliar fuori dai giochi una piattaforma eccellente per far posto ad altre che hanno semplicemente risposto alla call del ministero del mese scorso). 


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Ri: Re: Piattaforme miur

by Paula De Waal -
Non ho trovato nel ministero un elenco di piattaforme "approvate", ce lo puoi indicare?



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Ri: Re: Piattaforme miur

by marco meli -

anche secondo me NON esiste una piattaforma autorizzata, ma soltanto delle offerte fatte da aziende direttamente al ministero. Infatti tali piattaforme sono dei due grandi players mondiali. Tali player sono tra gli sponsor, insieme a Moodle.org, del supporto della inizativa Unesco sugli studenti a casa per Coronavirus a livello Global

Faccio inoltre notare che Nessuno dei fornitori tradizionali di registri el;ettronici, che hanno propagandato alle scuole la loro capacita' di supportare le scuole anche su questo punto, sembrano aver inserito il loro nome nella lista del Ministero.


M

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Ri: Re: Piattaforme miur

by Dino Galante -

Certamente, il mio intervento segnalava proprio questo. Tuttavia il fatto che alcune piattaforme compaiono come "segnalate" e altre no presta il fianco a interpretazioni quali quella recente relativa ai gb forniti agli studenti da un noto operatore telefonico, limitatamente però alle piattaforme "autorizzate". Moodle rientrerà fra queste? 

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Ri: Re: Piattaforme miur

by marco meli -

sicuramente fa parte di accordo tra le parti. Dopotutto e' moodle "di chi?" in quanto e' un tool e non la piattaforma O365 o Google CLassroom

IMHO


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Re: Ri: Re: Piattaforme miur

by Sergio Rabellino -

È chiaro che se il MI (non è più MIUR...) sta lavorando con gli operatori "com" per garantire accessi internet più efficaci, e questo si, è un compito che auspico compia un ministero, risulta difficile identificare il traffico lecito e da sostenere, rispetto a traffico, ad es. verso i movie/tv channel (tanto per fare un esempio non estremo), che non è da garantire istituzionalmente.

Non è quindi moodle o non moodle, ma quali LMS, e allora spero che possa essere fatta una ricognizione a cui tutti e tanti istituti provvisti anche da tempo di soluzioni di moodle e non solo, possano accedere e accreditarsi a favore dei propri studenti.

Ho lanciato un paio di ami nello stagno, vediamo se qualcosa abbocca...

In reply to Sergio Rabellino

Ri: Re: Ri: Re: Piattaforme miur

by Dino Galante -

 Il fatto è che essendo presenti in home page del "miur" (il sito ha mantenuto ancora il vecchio nome 🤔) solo alcune piattaforme, di conseguenza  i webinar formativi che vengono proposti dai vari enti pubblici e privati sono TUTTI (o quasi: io ne ho seguiti una ventina e tutti facevano riferimento alle sole piattaforme "proposte") incentrati sulle sole piattaforme segnalate creando un circolo vizioso che disincentiva l'utilizzo ma soprattutto l'adozione ex novo di moodle (e altri LMS o in generale altri software) da parte delle singole scuole. Grazie comunque per l'attenzione riscontrata in questo post. Spero che si crei per il futuro prossimo (settembre?) un'offerta diversificata (grazie anche a iniziative come quella proposta da aium😀) e non monotematica come purtroppo tutt'ora sto riscontrando. 

In reply to Dino Galante

Re: Ri: Re: Ri: Re: Piattaforme miur

by Sergio Rabellino -

Sinceramente non capisco questa "lettura" delle pagine ministeriali (https://www.istruzione.it/coronavirus/didattica-a-distanza.html).

Moodle non è una piattaforma, MoodleCloud è una piattaforma, ed è nelle scelte dei Moodle HQ aderire o meno ai protocolli ministeriali ed essere elencato a fianco delle altre aziende che hanno messo a disposizione i propri sistemi di elearning in forma gratuita (per ora, aggiungo io).

Per il resto ci sono risorse, community, esperienze, materiali e il supporto fornito dalle università alle scuole, tra cui il progetto congiunto PP&S, ma è solo un di cui.

Non ho letto da nessuna parte la parola "autorizzata", al massimo sono opportunità per i dirigenti scolastici che devono operare per garantire "...modalità di didattica a distanza, con particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.".

In questo Moodle cosa c'entra ? È un software, non un servizio e tantomeno una piattaforma. Il fatto poi di essere o meno menzionato nella pagina ministeriale, non ne vieta automaticamente l'uso.

Il mio personale invito è a non interpretare e leggere parole che non sono espresse, ed io al momento non ho letto nulla di limitante nelle scelte degli strumenti di elearning, ma solo opportunità per chi non ha un bagaglio culturale o l'esperienza pregressa o i mezzi per effettuare una scelta autonoma e diversa.


Ps. qualcosa ha abboccato...


In reply to Sergio Rabellino

Ri: Re: Ri: Re: Ri: Re: Piattaforme miur

by Dino Galante -

Anzitutto grazie per l'interessamento Sergio. 

Sono d'accordo nel segnalare di evitare una lettura errata: con me si sfonda una porta aperta in quanto l'invito è partito proprio da me che in più sedi sto difendendo questa posizione, ma le risposte da parte di chi deve poi effettuare delle scelte sugli "strumenti" da adottare negli istituti scolastici convergono su ciò che si trova nella home page dedicata all'emergenza. Così come i numerosi webinar che ho seguito sono pensati unicamente per formare il personale sull'utilizzo dei soli software su menzionati, tralasciando la formazione su moodle perché "non pervenuto" nella famigerata "lista" dove compaiono i grandi big che forniscono servizi (per ora) gratuiti. La frase "piattaforme e-learning autorizzate" è stata (ed è) utilizzata , ahimè, in più contesti "informali" ma anche in recenti note rilasciate alla stampa (è facile reperirle in rete) , travisando o dando una chiave di lettura "superficiale" alla pagina dedicata sul sito del ministero. Questo porta a effettuare delle scelte piuttosto che altre in questo momento di incertezza e di emergenza. 

Sono contento che "qualcosa abbia abboccato" e ringrazio per aver dato spazio a questa discussione. 

In reply to Dino Galante

Ri: Piattaforme miur

by Martino Sacchi -

A proposito dell'uso di MOODLE nelle scuole superiori (dove lavoro): la rsposta "standard" è che MOODLE è "difficile". Di solito chi risponde così non si riferisce alla installazione ma all'uso da parte di un docente medio. Ma perché si è creata questa situazione, secondo voi? Adesso la cosa si sta avvitando su se stessa: penso che sia troppo difficile, quindi non lo provo, quindi resto confermato nella mia convinzione aprioristica che sia troppo difficile. Non so, forse dovremmo preparare dei tutorial che facciano vedere quante cose in più può fare MOODLE rispetto a Classroom proprio sul versante dei test, che ne dite?

In reply to Martino Sacchi

Re: Ri: Piattaforme miur

by Sergio Rabellino -

Il motto "moodle è difficile" lo sento da più di 15 anni, quando forse lo era davvero. Non sono così convinto che i tutorial possano essere efficaci: se da un lato penso non ci sia alcun problema a pubblicare sul canale youtube di AIUM eventuali contributi, rimane sempre che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

D'altronde di risorse su moodle è veramente pieno il mondo, sia cartacee che video; il problema sta sempre tra la sedia e la tastiera.


In reply to Sergio Rabellino

Ri: Re: Ri: Piattaforme miur

by Martino Sacchi -

Sergio sono assolutamente d'accordo con te, ma non risolviamo il problema smile 

Quando vado in collegio docenti a discutere di queste cose, vince il "partito" di GSuite e io sono costretto a continuare a fare il mio sito per conto mio. E meno male che me lo lasciano fare: so di colleghi che sono stati costretti formalmente dai dirigenti ad abbandonare i loro siti in MOODLE con la scusa che altrimenti i ragazzi avrebbero dovuto lavorare su troppe piattaforme e si sarebbero confusi. 

Intanto non si potrebbe raccogliere da qualche parte, o qui o su piazzale italia, una qualche repository ben articolata con i tutorial a disposizione? Immagino che qualcuno l'abbia già fatto, questo lavoro, magari si tratta solo di aggiornarlo.

Il fatto è che le guide iniziano sempre con le procedure di installazione e la gente si spaventa. Invece forse dovremmo partire dalla fine e far vedere con quanta granularità si possono costruire le valutazioni.... che ne dici?

In reply to Martino Sacchi

Ri: Re: Ri: Piattaforme miur

by Paula De Waal -

Ciao a tutti! Martino ha ragione ma secondo me, il problema non è di "tutorial" ma di modelli da riprodurre.

Io ho fatto questo tentativo a Venezia, con buoni risultati. Abbiamo proposto due modelli di configurazione di prove di valutazione, spiegando passo a passo i perché. Cosi la "responsabilità" delle scelte di configurazione era del team che le ha proposto (il team sono io, in questo momento...).

Moodle ha effettivamente troppe variabili di configurazione ed è facile sbagliare, cercando di "indovinare", usando il linguaggio naturale, cosa significa quella variabile.

Io devo continuare questo lavoro per le prossime prove d'esame: template, modelli di configurazione, piccole certezze.

Noi abbiamo fatto anche un "template" di corso, quando abbiamo dovuto sfornare circa 1200 spazi per le discipline che non usavano Moodle. Si possono generare nuovi corsi, da modello, utilizzando semplicemente un CSV. 

Queste sono le "nuove" modalità introdotte da edmodo e da classroom: "piglio" le attività preconfigurate dai cataloghi (di app) e le uso "cosi come si presentano". 

Martino, hai una lista di bisogni immediati di formazione, o di modelli immediati di attività?

Se posso aiuto,


Paula

In reply to Sergio Rabellino

Ri: Re: Ri: Piattaforme miur

by piersante sestini -

Scusate, sono nuovo di qui (anche se non di Moodle), ho visto citato un "canale youtube di AIUM" ma non lo trovo. Trovo quello dell'American Institute of Ultrasound in Medicine, che in effetti mi interessa (sono medico respirologo), ma non è la stessa cosa smile

Come si chiama il canale?

In reply to Dino Galante

Re: Piattaforme miur

by Twingsister Twingsister -

Buongiorno, mi chiamo Morando Franco e sono un docente di Matematica e Fisica da trenta anni. Ho lavorato per nove anni in una Scuola Europea, cioè quelle scuole gestite direttamente dalla Commissione Europea. Da oltre quaranta anni mi interesso di Informatica. Il mio primo programma l'ho scritto su schede perforate.

Da dieci anni gestisco una istanza di Moodle integrata con OpenCloud/Nextcloud su un server AMP gratuito. Ho trovato con piacere su questo forum qualcuno che la pensa come me! E' stata una piacevole sorpresa. Recentemente sono stato anche piacevolmente stupito di trovare qualcuno che pretendeva di usare Immuni su Lineage OS.

Direi allora che  dovremmo proporre una petizione al Ministero della Pubblica Istruzione (MI) chiedendo che:

1) nelle scuole vengano adottate PRIORITARIAMENTE soluzioni OPEN SOURCE (OS) e laddove siano adottate soluzioni proprietarie sia garantita la possibilità per i docenti che ne facciano richiesta di adottare soluzioni Open Source di "sicura rilevanza didattica" in sostituzione di quelle proprietarie.

2) venga   promossa la compilazione di una lista di applicazioni OS di "sicura rilevanza didattica" (SRD) che possono essere utilizzate dal docente (che sia in grado di gestirle) senza dover richiedere altre autorizzazioni a dirigenti, collegi, consigli di classe, coordinamenti o quant' altro. Solo per dare un' idea della mia visione questa lista dovrebbe includere: Moodle, WordPress, Joomla, Drupal, Nextcloud, OpenBoard, Geogebra, Ubuntu, LibreOffice, Qemu, qTox, Lineage OS.

3) Il MI dovrebbe essere in grado di fornire una piattaforma AMP e di focalizzare la formazione dei tecnici ATA affinchè questo personale possa garantire alla comunità scolastica, di ogni ordine e grado, il supporto nell' utilizzo delle applicazioni di SRD sulla piattaforma AMP del MI.

Onestamente poi mi pare che tutto questo sia già abbastanza ma, come sempre accade, si troverà qualcuno che sosterrà che tutto questo è già irrimediabilmente vecchio e sorpassato. Effettivamente il webspace AMP ha ancora un buon share ma probabilmente a molti piacerebbe migrare verso i microservizi e soluzioni tipo Heroku.  Qui mi sentirei di proporre che

3b) Il MI si faccia carico di gestire oltre ad un server AMP anche un' istanza di OpenShift con  un' istanza  di Eclipse Che.

Fino a qui abbiamo parlato della canna da pesca ma anche qualche pesce, visto che ci già sono i testi in licenza CC, non sarebbe male, quindi...

4) Il MI dovrebbe promuovere l' utilizzo delle applicazioni OS di SRD mantenendo un repository Git di  materiali didattici (i pesci) disponibili attraverso la licenza Creative Commons (CC BY-NC). Questi contenuti dovranno essere conferiti in formati compatibili con le applicazioni OS di SRD.

5) Il MI dovrebbe mantenere una lista dei contenuti CC di SRD che il docente possa utilizzare senza richiedere ulteriore autorizzazione.

Siamo infatti sommersi da proposte di quiz, prove, webinar che ci forniscono pure delle valutazioni richiedendoci di registrare noi e tutta la classe. Quali siano la disponibilità, la portabilità, la riusabilità e l' interoperabilità di queste "proposte" è un mistero tutto da scoprire. Preferirei di gran lunga avere un repository di question banks in formato Moodle XML o di attività Geogebra integrabili in Moodle.

6) Il MI dovrebbe fornire un' istanza di GitLab per implementare il punto 5 al fine di promuovere lo sviluppo condiviso di materiali didattici.

A commento di questo punto mi sento di aggiungere che vi sono tantissimi progetti OS che sono conservati su GitHub che rischiano di fare la fine dei siti Geocities perchè GITHUB NON E' OS.

Mi sembra ci sia tutto. Tirando le somme una piattaforma istituzionale dovrebbe fornire webspace su un server AMP e offrire anche OpenShift, Eclipse CHE, GitLab. Dovrebbero essere riconosciuti come possibili strumenti didattici una serie di CMS  Open Source tra cui sicuramente quelli che elencavo prima. Dovrebbero essere riconosciuti come contenuti didattici accreditati tutta una serie di contributi con licenza CC BY-NC a patto  che siano compatibili con gli strumenti didattici di cui sopra.

Riguardo alla videoconferenza mi sento di proporre poi che

7) Il MI adotti e promuova strumenti per la videoconferenza basati su software OS come JitsiMEET eventualmente acquisendo il servizio OPENMEET di Garr.

Su questo punto confesso la mia incapacità di esprimermi sulla scalabilità di qTox ma, comunque, la comunicazione distribuita implementata da qTox, essendo distribuita, dovrebbe rimanere fuori dalla definizione di una piattaforma comune. Se mai si tratterà di accreditarlo come utilizzabile per piccoli gruppi.

Una volta che ci saranno degli IP per questa bella piattaforma del MI si dovrebbe richiedere che

8) Il MI garantisca accesso libero e gratuito alla piattaforma con apposite convenzioni con uno o più operatori delle Telecomunicazioni.

Qui, diciamocelo, io non ho mai capito perchè uno debba pagare per entrare in un negozio e comunque è così. Dietro al punto 8 io immagino che, nella convenzione con lo Stato sia previsto che, chi guadagna sulle telecomunicazioni, debba fornire un servizio minimo gratuito per tutti. Potrebbe essere Enel con qualcosa tipo  PowerLine o delle cose tipo Fon non so. Credo che ognuno di noi dovrebbe poter parlare con il SSN, la Pubblica istruzione, il Comune, l' INPS o l' AdE senza spendere un centesimo. Forse l' avvento del 5G potrebbe essere il momento giusto per lasciare parte della connessione via cavo a questo tipo di utenza istituzionale.

Concludendo mi chiedo se ci sia qualcuno che avrebbe voglia di sottoscrivere questi otto punti per mandarli, ma non saprei proprio a chi. Si dice che vi sia una commissione di esperti che è al lavoro per definire questa piattaforma. Non so a voi, ma a me nessuno ha chiesto niente.
Forse allora non sono un esperto? Mi rileggerò tutti i volumi del Knut.